La Nostra Prima “VERA” Spedizione al Freddo

Inizia tutto il 12 ottobre 2022, un regalo di compleanno inaspettato e una nuova avventura alle porte.

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Il Corso che ci aspetterà nel week-end dal 24 al 26 febbraio 2023 sarà con Leonardo Pelagotti il primo istruttore avanzato del Metodo Wim Hof in Italia. Nella descrizione c’è un programma che dice che a grandi linee sarà:

Giorno 0: 24 febbraio

  • Arrivo al rifugio Prato Spilla verso le 19
  • Cena al rifugio insieme
  • Presentazione dei partecipanti e del programma del corso e gli obbiettivi di ciascuno
  • Presentazione del metodo Wim Hof e del Programma Oxygen Advantage/Buteyko

Giorno 1: 25 febbraio

  • Conoscere tutte le basi di una buona respirazione
  • Come misurare l’efficienza respiratoria e esercizi per sbloccare la catena respiratoria
  • Tecnologia di base per la respirazione Wim Hof
  • Movimento e Yoga per attivare la circolazione
  • Preparazione mentale per lavorare con il freddo
  • Camminata 1h nel bosco al Lago 1 (1300m)
  • BAGNO AL LAGO con esercizi di esposizione al freddo individuale e riscaldamento
  • Meditazione nel bosco
  • Debrief giorno 1
  • Spiegazione degli studi scientifici del metodo Wim Hof (studio 2014, 2018, 2019) e legame con premio Nobel 2019 per la medicina sull’ipossia e il metodo Oxygen Advantage
  • Meditazione la sera e respirazione per facilitare il sonno e la digestione

Giorno 2: 26 febbraio

  • Attivazione corporale, stretching e yoga leggero
  • Tecnica di respirazione Wim Hof per ridurre l’infiammazione nel corpo
  • Esercizi di respirazione Oxygen Advantage “Breathe Light” e movimento funzionale
  • Camminata nel bosco al Lago 2 (1500m)
  • CAMMINATA IN STILE WIM HOF
  • Tecnica di respirazione Wim Hof per attivare l’energia
  • Tecnica avanzata di generazione del calore con attivazione Grasso Bruno
  • BAGNO AL LAGO con esposizione al freddo multipla e ripetuta
  • Meditazione nel bosco e bagno nel torrente
  • 16.00 Chiusura del workshop

Con un programma già ben strutturato sappiamo cosa ci aspetterà e nonostante le nostre perplessità ci incoraggiamo a vicenda, questo prima di conoscere Leonardo ed Elise che NON seguono i programmi…

2 febbraio 2023 L’avventura si avvicina e si fa sempre più reale. Oggi è arrivata la mail da Leonardo con le istruzioni per il weekend. C’è un cambio di programma che destabilizza le nostre già flebili certezze 🙂 … il rifugio non sarà Prato Spilla ma Lagdei. Stesso parco ma vallata diversa. Da buon “controllore” avevo già guardato tutti i laghi vicino a Prato Spilla per capire dove potevamo andare a fare i bagni ghiacciati etc… altro punto preoccupante è che nella mail Leonardo scrive di portare la “torcia frontale perché non si sa mai … ”

Giorno 0: Viaggio verso Lagdei

Partenza dal paesello natio tra timori, aspettative ed entusiasmo.

Il viaggio in auto fila liscio fino al rifugio, la neve è poca e il tempo quando arriviamo non è dei migliori.

Ci addentriamo per fare due passi nel bosco e subito avvertiamo un freddo intenso a mani e piedi che ci fa pensare al giorno dopo. Usciti dal bosco troviamo Leonardo ed Elise e l’avventura inizia a materializzarsi. Fin da subito capiamo che sono due persone speciali, appassionate di quello che fanno e con la gioia di condividerlo con gli altri. Ci fanno subito sentire a nostro agio e come ci fossimo conosciuti da tempo.

Pian piano, iniziano ad arrivare i primi avventurieri, ci sistemiamo nelle camere, primo incontro conoscitivo con il gruppo, un po’ di info su cosa ci aspetterà (ma non troppe), cena e letto.

Giorno 1: L’Immersione nel lago ghiacciato

Il primo giorno pieno dell’esperienza è iniziato in un’atmosfera surreale: nuvole basse, pioggerella autunnale e un po’ di nebbia che avvolgeva il paesaggio circostante mentre io, Laura e il gruppo ci preparavamo per salire al lago Santo e fare la nostra prima “immersione” nel lago ghiacciato. Iniziamo la giornata con Respirazione, Yoga, colazione, breve spiegazione e partenza verso l’ignoto 😊. In un’oretta e mezza di cammino tra neve dura e ghiaccio arriviamo a destinazione.

Il giorno prima Leonardo aveva preparato l’arena di ghiaccio che è stata però dissolta dalla pioggia. Il “buco” circondato da 40 cm di ghiaccio era là ad aspettarci. L’acqua aveva una temperatura di soli 3°C ma l’abbiamo scoperto il giorno dopo, mentre l’aria intorno a noi era appena sopra lo zero, a 4 / 5°C, con un grado di umidità tale che faceva percepire tutto più intenso.

Dopo una breve sessione di riscaldamento fisico e di respirazione, siamo entrati nell’acqua gelida. La sensazione era intensa e penetrante, ma abbiamo cercato di concentrarci sulla respirazione per distrarre la mente dalla sensazione di freddo. Incredibilmente, abbiamo sperimentato una sorta di connessione con l’ambiente circostante, come se il nostro corpo stesse adattandosi al freddo anziché resistere ad esso.

In un attimo eravamo di nuovo nel bosco, in costume, con la pelle arancio e una sensazione di calore indescrivibile che dà dentro ci usciva dalla pelle. Oltre alle sensazioni fisiche, l’onda di emozioni era costante e rendeva tutto amplificato all’ennesima potenza.

Ci rivestiamo, con svariate difficoltà per il freddo e l’umidità e facciamo ritorno al rifugio, per un momento di condivisione con il gruppo di quello che ognuno di noi aveva sperimentato. Rimaneva giusto il tempo di cambiarci per la cena, ma Leonardo (che non offriva mai “spoiler”) ci invitava a uscire nel bosco, al buio, con costume, salvietta e torcia frontale per un bagno nel torrente. Adrenalina a mille!

Cena, respirazione per prepararci al sonno e letto, non sapendo cosa ci aspettasse il giorno dopo 😊. O meglio, una vaga idea del programma c’era per esclusione ma il meteo aveva in serbo per noi qualcosa di speciale.

Giorno 2: Sfida alla Tempesta di Neve

Il secondo giorno ha portato una nuova sfida: l’esposizione al freddo durante una tempesta di neve a -6°C, indossando solamente pantaloncini. La vista del paesaggio innevato era mozzafiato, ma la sfida era reale e palpabile. Sapevamo che la chiave per affrontarla con successo sarebbe stata la combinazione di respirazione e focus.

Anche il secondo giorno abbiamo iniziato la giornata con una sessione di respirazione, yoga, colazione leggera, e poi esserci caricati nel cerchio tribale, immersi in una profonda concentrazione, ci siamo avventurati nella tormenta di neve. In coppia con i nostri buddies, passo dopo passo, sferzata di vento dopo sferzata di vento.

Nei momenti di difficoltà, seguendo i preziosi consigli di Leonardo abbiamo sentito il calore diffondersi nel corpo, una sensazione che contrastava con il freddo percepito all’esterno.

Mentre camminavamo attraverso la neve alta, abbiamo continuato a concentrarci sulla respirazione e sulla consapevolezza del momento presente. Non c’era altro modo che restare nel qui e ora. Sembrava quasi che il freddo esterno fosse meno oppressivo, come se la mente avesse trovato un modo per mitigarne l’impatto. Ogni passo era un’opportunità per connetterci con la forza interiore. Ogni minima distrazione un passo falso per far entrare il freddo.

Arrivati in cima, dopo un’oretta e mezzo, come predetto da Leonardo siamo stati assaliti da sensazioni fortissime, freddo, difficoltà a muovere gli arti, mani che pulsavano. Era il momento più difficile e delicato, rivestirsi e scaldarsi in fretta con balli ed esercizi vari. Riprendere il controllo non è stato facile ma è stato parte del percorso.

Le Lezioni Apprese

Dopo quasi 48 ore straordinarie di esposizione al freddo, meditazione e respirazione controllata, abbiamo avuto modo di riflettere su ciò che abbiamo imparato da questa esperienza unica alla quale ancora facciamo fatica a credere.

La Mente è Potente: La meditazione e la respirazione possono svolgere un ruolo cruciale nel modellare la nostra percezione del freddo e della sfida. Attraverso il focus mentale, possiamo ridurre l’impatto negativo del freddo e dello stress in generale sul nostro corpo.

Connessione con la Natura: L’immersione nel ghiaccio e la camminata nella tempesta di neve ci hanno fatto sentire parte integrante della natura, piuttosto che semplicemente dei suoi spettatori. Questa connessione più profonda ha alimentato uno spirito di gratitudine e rispetto per il mondo che ci circonda.

Il secondo giorno riguardando il lago mi è scesa più di una lacrima di gratitudine per quello che mi aveva dato.

Sfida e Crescita: Uscire dalla zona di comfort e affrontare situazioni difficili può portare a un notevole sviluppo personale. Le sfide fisiche e mentali ci spingono a superare i nostri limiti autoimposti e a scoprire riserve di forza che potremmo non aver mai pensato di avere.

Questa esperienza rimarrà per sempre una testimonianza del potenziale umano di adattarsi, superare le sfide e trovare connessione e saggezza nella natura circostante.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che le esperienze più straordinarie spesso provengono da momenti di sfida e di uscita dalla propria zona di comfort. Per me è dura ammetterlo ma è così 😊

Puoi vedere parte della nostra esperienza cliccando il link:

E così, con Laura ci siamo lanciati in un’avventura di 2 giorni che ha combinato esposizione al freddo, meditazione e respirazione controllata, ispirata dall’approccio del metodo di Wim Hof e non solo. Chi l’avrebbe mai detto!

Il bello arriva adesso perché quello che abbiamo imparato va coltivato per raccoglierne i frutti! Abbiamo infatti già completato il corso “Il Potere del Respiro” per approfondire l’argomento e attendiamo l’inverno per sperimentare di nuovo in natura il metodo e i suoi benefici.

Se qualcuno vuol saperne di più o farsi un bagnetto con noi contattateci! Non siamo istruttori del metodo ma saremo contenti di condividere la nostra esperienza!

Se volete scoprire di più sul metodo Wim Hof trovate vari articoli in lingua italiana sul sito di Leonardo e Elise “Inspire Potential”.

Un ringraziamento speciale va anche al gruppo che fin da subito si è dimostrato affiatato e unito. La forza del gruppo è stata la marcia in più per affrontare le sfide dovute alle “condizioni avanzate” di quello che doveva essere un semplice corso “base”! Arrivederci guerrieri! Grazie di cuore! – Alessandro e Laura

Jason Henry, vincitore della sfida Positively Unstoppable 2022

Incontriamo il Gran Vincitore della Sfida “Positively Unstoppable” del 2022, Jason Henry.

Ma prima capiamo che cos’è esattamente la Sfida “Positivamente Inarrestabile”?

Da qualche anno il DDPYOGA organizza questa sfida dove si possono sì vincere soldi, ma in realtà c’è molto di più in gioco.

I partecipanti a questa sfida si impegnano per 6 mesi a seguire un programma di fitness e benessere fissando degli obiettivi personali, tracciando i progressi e lavorando per migliorare il proprio stile di vita. Durante questo periodo gli sfidanti documentano il loro percorso con parole, foto e video.

Alla chiusura della sfida vengono selezionati e contattati dei finalisti per delle interviste dal vivo e i vincitori hanno l’occasione di incontrare Diamond Dallas Page al Centro DDPYoga negli Stati Uniti, a Smyrna in Georgia. Tra i vincitori viene in fine selezionato il gran vincitore che ha l’opportunità di vincere fino a 250.000 $ con vincita garantita di 25.000$. Anche gli altri selezionati ricevono comunque dei premi che possono arrivare anche a 10.000 $.

Tralasciando l’aspetto economico che è di per sé motivante, il bello di questa sfida è che da la possibilità e gli strumenti per prendere in mano la propria vita e migliorarla, quindi vince anche chi perde!

Tu sei positivamente inarrestabile? Se parli inglese questa potrebbe essere la tua occasione per iscriverti alla sfida e provarlo!

Se sei in cerca di ispirazione guarda la storia di Jason Henry.

“Per diventare il padre migliore possibile, dovevo diventare il miglior ME”

Jason, padre single sapeva che per dimostrare alle sue due figlie che tutto è possibile, doveva prima provarlo a se stesso.

“2 anni e mezzo fa, mi sono pesato ed ero 435 libbre (197 kg). Avevo preso così tanto peso che avevo persino perso la fiducia in me stesso. Mi faceva male anche solo a camminare, ed ero sempre infelice. E, peggio ancora, non riuscivo ad essere il padre che avrei voluto essere per le mie due figlie. Sapevo di dover cambiare vita. Nel 2020, sono entrato nella Sfida “Positively Unstoppable” nella speranza di cambiare. C’ho messo dell’impegno, ma ho anche trovato mille scuse per non filmarmi. Sono entrato di nuovo nel 2021, ma ero in stallo senza perdere molto peso. Di nuovo, nessun obiettivo raggiunto, solo scuse. Ora so che quelli non erano fallimenti; erano lezioni.

Quest’anno (2022) ho fissato tre obiettivi.

Obiettivo 1 – Correre una 5-km (Senza Camminare!). Mi sono iscritto a una corsa da 5k e mi sono allenato. Obiettivo raggiunto! Arrivato 72esimo con un tempo di 32:32! Ho corso per tutto il tragitto? Sì! Ho sorpreso persino me stesso.

Obiettivo 2 – Aumentare la definizione muscolare utilizzando gli allenamenti del programma DDPY Jacked. I risultati? Ummmmm, ho muscoli che non sapevo esistessero e altri che ho solo sognato. I muscoli e la definizione che ho costruito con gli allenamenti DDPY Jacked sono incredibili.

Obiettivo 3 – Volevo perdere altre 30 libbre (14 kg) per arrivare a 235 libbre (106 kg) con un totale di peso perso di 200 libbre (90 kg). Mi sono pesato proprio il mio ultimo giorno di sfida ad esattamente 106 kg.

Ho raggiunto a pieno tutti e tre i miei obiettivi!

Quest’anno, mi sono aperto e mi sono messo in gioco. Mi sono allenato sul palco del Centro DDPYoga con Haydn (Allenamento che ora trovate nella app!). Ho trovato un gruppo di amici, #NoExcusesBrigade, che mi spingono a migliorare. Ho imparato molto quest’anno, soprattutto, che la crescita non avviene nella vostra zona di comfort. Dovete spingervi nelle vostre paure e superarle per essere grandi. Il duro lavoro ripaga!” – Jason

Jason oltre a essere cambiato fisicamente, è cambiato soprattutto mentalmente. Il suo atteggiamento mentale si è trasformato dal trovare delle scuse per rimanere com’era al diventare inarrestabile!

Essendo un padre single di due figlie Jason ha il suo bel da fare, ma non per questo ha lasciato che queste scuse lo intralciassero e ha lavorato per migliorarsi per se stesso e per le sue figlie. E forse proprio questa grande motivazione di essere un padre migliore ha sbloccato i giusti meccanismi per portarlo al suo successo.

Quando gli abbiamo chiesto se volesse aggiungere qualcosa per ispirare i nostri lettori lui ci ha detto: “Onestamente la cosa più grande che mi ha aiutato è stato spingermi nella scomodità. Uscire dalla mia testa e dalla zona di comfort per permettermi di crescere. In poche parole: Non abbiate paura di mettervi a disagio! E’ proprio lì dove avviene la crescita!

La Crescita non avviene nella tua zona di comfort!

Jason Henry – Vincitore della Positively Unstoppable Challenge 2022

Fonti dell’articolo:

Positively Unstoppable Challenge

DDPY Newsletter Gennaio 2023

Jason Henry @ddpy_get_fit_stay_weird

Buoni propositi? No grazie!

Gennaio è arrivato e buona parte delle persone si trova a realizzare di aver abbandonato i buoni propositi dello scorso anno e di non essere nemmeno lontanamente vicino ai risultati sperati.

Il problema sta proprio lì… i risultati sono solo sperati! Mancano le vere azioni concrete per raggiungerli!

Sicuramente sai già che c’è una grande differenza tra avere dei buoni propositi e riuscire a realizzarli.

In questo periodo, dopo le vacanze di Natale, ci si trova a riflettere su quello che si è vissuto, raggiunto e conquistato nell’anno che si chiude e spesso la riflessione apre le porte a un sacco di buoni propositi di cosa potremmo fare meglio nel nuovo anno. Purtroppo però a distanza di poco tempo, addirittura a febbraio/marzo, la stragrande maggioranza di noi avrà già dimenticato le promesse senza riuscire a raggiungere un bel niente.

La situazione molto tipica è quella del rimettersi in forma. Dopo le vacanze di Natale, dopo aver fatto qualche sgarro in più, ci si rende spesso più conto di essere fuori forma, magari ci si accorge di aver preso un paio di chili in più proprio durante quelle vacanze ed ecco che scattano i buoni propositi “da gennaio mi rimetto in forma” “quest’anno sarò davvero bravo con l’allenamento” “da lunedì mangio più sano”, però sappiamo che tra l’idea e poi la sua realizzazione ci sono tantissimi ostacoli che frenano le persone.

Iniziamo quindi a capire come possiamo trasformare i buoni propositi in una vera strategia d’azione da utilizzare nel nuovo anno per crescere e arrivare dove si vuole arrivare.

Una motivazione per cui non si riescono a trasformare i buoni propositi in un piano d’azione strategico è che non si fa una buona riflessione sull’anno che si sta chiudendo. Per pianificare il futuro bisogna aver chiaro dove si è arrivati fino ad ora. Un errore comune a cavallo dell’anno è quello di non andare in profondità a cosa è successo nell’anno che finisce.

Parti quindi dal chiudere l’anno precedente. Prima di affrontare il 2023 dovresti aver chiuso il 2022 e fatto un punto della situazione in cui ti trovi. Se non fai un’analisi approfondita avrai solo una vaga idea di come è andato l’anno perché non è che ti ricordi precisamente cosa è successo lo scorso febbraio o che stato emotivo hai vissuto a marzo. Devi quindi prenderti del tempo per riflettere e andare in profondità su come è stato quest’anno.

L’ideale è tenere un diario giornaliero in cui annoti come vanno le tue giornate, le tue emozioni, i tuoi errori e i tuoi successi. In questo modo alla fine dell’anno sarà più semplice rileggere tra quelle righe e rievocare come si è svolto l’anno e fare il punto della situazione. Se nel 2022 non lo hai tenuto allora dovrai fare un lavoro di ricostruzione a memoria, ma prendi carta e penna e cerca di ricostruire come si è svolto l’anno, ad esempio scrivi se e quando hai abbandonato certe buone abitudini, se ci sono stati momenti di soddisfazione o insoddisfazione, le cose che hai trovato utili e ti sono servite a migliorare o invece quelle che ti hanno fatto perdere tempo. Annota cose nuove che hai imparato durante l’anno e a cosa ti sono servite. Oltre a rievocare i fatto accaduti prova a ricordare in quale stato emotivo ti trovavi in quei momenti.

Una volta tirate le somme dell’anno che si è chiuso e definito la situazione attuale in cui ci si trova. La prima cosa da capire è cosa sono i buoni propositi. Per molti sono solo una vaga idea. Ci rendiamo conto che non siamo stati così bravi in qualcosa e diciamo che diventeremo bravi in quel qualcosa. Purtroppo la cosa strana e paradossale è che se non sei riuscito a fare una determinata cosa fino ad oggi, non c’è nessun motivo reale per pensare che tu ci riesca dal primo di gennaio o da lunedì, se non cambiano dei presupposti.

Se non cambia qualcosa nella modalità di trasformare questi propositi in azioni è abbastanza evidente che non succederà nulla di particolare.

I buoni propositi sono niente meno di quelli che vengono chiamati “obiettivi di risultato” cioè qualcosa che voglio raggiungere, uno stato che voglio realizzare. Un esempio classico è quello di “perdere 10 kg”. Il problema che la maggior parte delle persone tende a enfatizzare questo risultato pensando esclusivamente a quello, ma si dimentica tutti i singoli passi che vanno effettivamente messi in atto per raggiungere quel obiettivo di risultato. Questi step sono chiamati gli obiettivi di processo ossia le singole azioni che mi portano con una buona probabilità a raggiungere quel risultato.

Evidentemente l’idea di perdere 10 kg l’avrai avuta altre volte, ma probabilmente non sei stato in grado di mettere in atto i piccoli passi quotidiani, costanti che ti portano al risultato.

Quindi il fuoco dell’azione per qualsiasi processo di cambiamento e di trasformazione di un proposito vago in un azione concreta è che occorre concentrarsi sulle singole azioni che portano al risultato. Azioni che non hai inserito fino ad ora o che siano diverse da quelle che hai utilizzato fino ad ora.

Riprendi carta e penna e inizia a scrivere. Qual è il tuo obiettivo sul lungo periodo? Quali sono i passi che farai per arrivarci? Sii il più dettagliato possibile. Una volta scritto il tuo piano d’azione inizia! Mettiti subito al lavoro!

Solo tu puoi trasformare Oggi da “Un Giorno … ” a “Giorno Uno!”.

““L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.”

PAULO COELHO

Per approfondire l’argomento obiettivi di risultato e di processo puoi leggere il nostro articolo cliccando qui.

Mancanza di costanza?

Quante volte ho sentito dire: “eh tu hai i risultati perché sei costante, io no!” oppure “Per te è facile, hai costanza…”

Se fosse solo una scusa?

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Obiettivi di Risultato vs. di Processo

Quando una persona si prefigge un obiettivo soprattutto sulla forma fisica tende sempre a concentrarsi troppo sul risultato finale. Così facendo è facile perdere di vista i singoli passi necessari per arrivare alla meta. Questo è un errore molto comune se non sappiamo distinguere gli obiettivi di risultato da quelli di processo.

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The Miracle Morning: “S” come “Scrittura”

“Tenete un diario della gratitudine. Ogni sera, elencate cinque cose delle quali siete grati. Questo inizierà a cambiare la vostra prospettiva sulla giornata appena trascorsa e sulla vostra vita.

Oprah Winfrey

Imprimere i propri pensieri su carta e metterli in parole nero su bianco, aumenta la consapevolezza e permette di ottenere preziose intuizioni che a volte, per via di una vita sempre frenetica e di corsa, non si noterebbero a meno che non si inizi a scrivere.

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The Miracle Morning: “R” come “Reading” (lettura)

Per viaggiare lontano non c’è migliore nave di un libro

Emily Dikinson

Leggere è una parte essenziale delle metodologie per acquisire nuove conoscenze e idee che si possono applicare nella vita di ogni giorno per raggiungere un buon livello di successo. Qualunque cosa tu voglia per la tua vita, ci sono innumerevoli libri su come ottenerlo e nella tua routine mattutina non dovrebbe mai mancare un momento per la lettura.

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The Miracle Morning: “E” come ESERCIZIO FISICO

“Prenditi cura del tuo corpo è l’unico posto in cui devi vivere

Jim Rohn

Muovere il tuo corpo è fondamentale nelle routine di successo. Inizialmente non focalizzarti su quale sia l’allenamento migliore, l’esercizio perfetto o la durata ideale. Addominali, piegamenti, saltelli, corsa, nuoto, bici, va tutto bene … Semplicemente inizia a muoverti, ora!

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The Miracle Morning: “V” come VISUALIZZAZIONE

“L’immaginazione è tutto. È l’anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva

Albert Einstein

<La visualizzazione creativa è una tecnica che consiste nell’immaginare (visualizzare) delle cose o delle situazioni nella propria mente per provocarne la materializzazione e l’accadimento nella realtà> Magia? Non lo è!

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The Miracle Morning: “A” come AFFERMAZIONI

“E’ la ripetizione di affermazioni che ti porta a crederci. E quella credenza si trasforma poi in una convinzione profonda, e le cose cominciano ad accadere

Muhammad Ali

In media ci diciamo 51.000 parole inconsapevoli al giorno. Il dialogo interiore agisce sull’inconscio e sul pensiero e scatena una vera e propria catena chimica che determina i nostri stati d’animo e influenza i nostri risultati.

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