Buoni propositi? No grazie!

Gennaio è arrivato e buona parte delle persone si trova a realizzare di aver abbandonato i buoni propositi dello scorso anno e di non essere nemmeno lontanamente vicino ai risultati sperati.

Il problema sta proprio lì… i risultati sono solo sperati! Mancano le vere azioni concrete per raggiungerli!

Sicuramente sai già che c’è una grande differenza tra avere dei buoni propositi e riuscire a realizzarli.

In questo periodo, dopo le vacanze di Natale, ci si trova a riflettere su quello che si è vissuto, raggiunto e conquistato nell’anno che si chiude e spesso la riflessione apre le porte a un sacco di buoni propositi di cosa potremmo fare meglio nel nuovo anno. Purtroppo però a distanza di poco tempo, addirittura a febbraio/marzo, la stragrande maggioranza di noi avrà già dimenticato le promesse senza riuscire a raggiungere un bel niente.

La situazione molto tipica è quella del rimettersi in forma. Dopo le vacanze di Natale, dopo aver fatto qualche sgarro in più, ci si rende spesso più conto di essere fuori forma, magari ci si accorge di aver preso un paio di chili in più proprio durante quelle vacanze ed ecco che scattano i buoni propositi “da gennaio mi rimetto in forma” “quest’anno sarò davvero bravo con l’allenamento” “da lunedì mangio più sano”, però sappiamo che tra l’idea e poi la sua realizzazione ci sono tantissimi ostacoli che frenano le persone.

Iniziamo quindi a capire come possiamo trasformare i buoni propositi in una vera strategia d’azione da utilizzare nel nuovo anno per crescere e arrivare dove si vuole arrivare.

Una motivazione per cui non si riescono a trasformare i buoni propositi in un piano d’azione strategico è che non si fa una buona riflessione sull’anno che si sta chiudendo. Per pianificare il futuro bisogna aver chiaro dove si è arrivati fino ad ora. Un errore comune a cavallo dell’anno è quello di non andare in profondità a cosa è successo nell’anno che finisce.

Parti quindi dal chiudere l’anno precedente. Prima di affrontare il 2023 dovresti aver chiuso il 2022 e fatto un punto della situazione in cui ti trovi. Se non fai un’analisi approfondita avrai solo una vaga idea di come è andato l’anno perché non è che ti ricordi precisamente cosa è successo lo scorso febbraio o che stato emotivo hai vissuto a marzo. Devi quindi prenderti del tempo per riflettere e andare in profondità su come è stato quest’anno.

L’ideale è tenere un diario giornaliero in cui annoti come vanno le tue giornate, le tue emozioni, i tuoi errori e i tuoi successi. In questo modo alla fine dell’anno sarà più semplice rileggere tra quelle righe e rievocare come si è svolto l’anno e fare il punto della situazione. Se nel 2022 non lo hai tenuto allora dovrai fare un lavoro di ricostruzione a memoria, ma prendi carta e penna e cerca di ricostruire come si è svolto l’anno, ad esempio scrivi se e quando hai abbandonato certe buone abitudini, se ci sono stati momenti di soddisfazione o insoddisfazione, le cose che hai trovato utili e ti sono servite a migliorare o invece quelle che ti hanno fatto perdere tempo. Annota cose nuove che hai imparato durante l’anno e a cosa ti sono servite. Oltre a rievocare i fatto accaduti prova a ricordare in quale stato emotivo ti trovavi in quei momenti.

Una volta tirate le somme dell’anno che si è chiuso e definito la situazione attuale in cui ci si trova. La prima cosa da capire è cosa sono i buoni propositi. Per molti sono solo una vaga idea. Ci rendiamo conto che non siamo stati così bravi in qualcosa e diciamo che diventeremo bravi in quel qualcosa. Purtroppo la cosa strana e paradossale è che se non sei riuscito a fare una determinata cosa fino ad oggi, non c’è nessun motivo reale per pensare che tu ci riesca dal primo di gennaio o da lunedì, se non cambiano dei presupposti.

Se non cambia qualcosa nella modalità di trasformare questi propositi in azioni è abbastanza evidente che non succederà nulla di particolare.

I buoni propositi sono niente meno di quelli che vengono chiamati “obiettivi di risultato” cioè qualcosa che voglio raggiungere, uno stato che voglio realizzare. Un esempio classico è quello di “perdere 10 kg”. Il problema che la maggior parte delle persone tende a enfatizzare questo risultato pensando esclusivamente a quello, ma si dimentica tutti i singoli passi che vanno effettivamente messi in atto per raggiungere quel obiettivo di risultato. Questi step sono chiamati gli obiettivi di processo ossia le singole azioni che mi portano con una buona probabilità a raggiungere quel risultato.

Evidentemente l’idea di perdere 10 kg l’avrai avuta altre volte, ma probabilmente non sei stato in grado di mettere in atto i piccoli passi quotidiani, costanti che ti portano al risultato.

Quindi il fuoco dell’azione per qualsiasi processo di cambiamento e di trasformazione di un proposito vago in un azione concreta è che occorre concentrarsi sulle singole azioni che portano al risultato. Azioni che non hai inserito fino ad ora o che siano diverse da quelle che hai utilizzato fino ad ora.

Riprendi carta e penna e inizia a scrivere. Qual è il tuo obiettivo sul lungo periodo? Quali sono i passi che farai per arrivarci? Sii il più dettagliato possibile. Una volta scritto il tuo piano d’azione inizia! Mettiti subito al lavoro!

Solo tu puoi trasformare Oggi da “Un Giorno … ” a “Giorno Uno!”.

““L’acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo: il mare.”

PAULO COELHO

Per approfondire l’argomento obiettivi di risultato e di processo puoi leggere il nostro articolo cliccando qui.

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