Sabato 16 novembre è stata una giornata speciale per me e per tutto il gruppo della Ju-Jitsu Combat Academy. Durante uno stage, abbiamo avuto l’opportunità di allenarci non solo con i nostri istruttori Alex e Maicol, ma anche con il maestro Marco e il suo maestro, Giacomo. Due figure per me straordinarie, con stili diversi ma un’esperienza immensa, che sono riusciti a trasmetterci molto più che semplici tecniche. Oltre agli aspetti pratici, ci hanno regalato autentiche perle di saggezza, capaci di far riflettere ogni partecipante. È stato un incontro che ha arricchito non solo la nostra pratica, ma anche la nostra visione di cosa significhi veramente il Ju-Jitsu.
Cosa significa per me il Ju-Jitsu
Quando ho incontrato la scuola di Marco a fine 2015 / inizio 2016, non immaginavo quanto avrebbe trasformato il mio rapporto con le arti marziali. Venendo da un background nel karate, approcciare la “morbida” arte del Ju-Jitsu non è stato semplice. Abituata alla rigidità e alle tecniche lineari, mi sono trovata di fronte a una disciplina che sembrava il suo opposto: fluida, adattabile, cedevole. Ma fin dalla prima lezione, ho capito di essere nel posto giusto, circondata dalle persone giuste.
Il Ju-Jitsu non è solo una disciplina marziale. È una filosofia che insegna a usare la forza e l’impeto dell’avversario contro se stesso, trasformando una situazione di svantaggio in una possibilità di successo. Come donna, mi ha dato una consapevolezza inestimabile: la certezza che anche dal lato apparentemente “debole” posso essere forte, resiliente e inarrestabile. Non solo sul tatami, ma anche nella vita.
Un dialogo tra corpo e mente
Una delle cose che mi ha colpito fin da subito nel Ju-Jitsu è l’importanza del movimento cedevole: lasciar scivolare la forza dell’avversario, trasformandola in energia utile. Questo principio mi ha ricordato molti aspetti del mio percorso nello Yoga, dove il respiro e la fluidità dei movimenti insegnano a non opporre resistenza, ma ad accogliere e trasformare.
Nel Ju-Jitsu, come nello Yoga, il corpo e la mente dialogano continuamente. La consapevolezza di sé, del proprio equilibrio e del proprio spazio è essenziale per eseguire una tecnica, così come per mantenere una postura stabile in un’asana. Entrambe le discipline mi hanno insegnato a restare centrata e presente, anche sotto pressione.
La forza dei valori
I principi di fondo del Ju-Jitsu, come disciplina, rispetto e coraggio, sono comuni a tutte le arti marziali nate nel periodo dei samurai in Giappone. Questi valori risuonano profondamente in me, non solo come praticante, ma anche come persona. Sono convinta che la vera crescita avvenga quando si uniscono tecnica e valori, quando la pratica non è solo fisica, ma anche mentale e spirituale.
Una crescita personale continua
Grazie al Ju-Jitsu, ho imparato che la forza non è rigidità, ma adattabilità. Questo principio mi ha insegnato a vedere le difficoltà non come ostacoli, ma come opportunità per crescere. È una lezione che porto con me anche fuori dal tatami: affrontare gli eventi della vita con flessibilità, lasciandoli scivolare per non farmi sopraffare.
Alla fine dello stage, una frase del maestro Giacomo mi ha colpito profondamente: “Il Ju-Jitsu va insegnato a chi di competenza e NON insegnato a chi di competenza.” Questo mi ha fatto riflettere sull’importanza di tramandare quest’arte con responsabilità. Non tutti sono pronti a comprendere la profondità di questa disciplina, e il fatto di farne parte è per me un onore e una responsabilità.
Un’eredità da custodire
Il Ju-Jitsu ha origini antiche, e noi praticanti moderni non potremo mai comprenderne appieno la profondità. Tuttavia, il semplice fatto di praticarlo e iniziare a capirne i principi è un privilegio. È un’eredità che va rispettata e tramandata con cura, non solo attraverso la tecnica, ma anche attraverso l’attitudine e i valori che rappresenta.
Da quella prima lezione nel 2016, il Ju-Jitsu è diventato una parte essenziale della mia vita. È più di una disciplina: è una filosofia, un cammino di crescita personale e un modo per connettermi con qualcosa di più grande. Mi ha insegnato a essere forte, flessibile e sempre pronta ad adattarmi, sia sul tatami che nella vita.
E per questo, sarò sempre grata, Laura
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